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Mostra alle cisterne della Fortezza Spagnola

Nelle ex-cisterne della Fortezza Spagnola di Porto Santo Stefano, un’antica infrastruttura idrica dismessa si manifesta oggi come un ambiente attivo e autonomo. Il progetto opera come una riconfigurazione post-che indaga questo spazio come un...
Data:

20 July 2026

Tempo di lettura:

2 min

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Nelle ex-cisterne della Fortezza Spagnola di Porto Santo Stefano, un’antica infrastruttura idrica dismessa si manifesta oggi come un ambiente attivo e autonomo. Il progetto opera come una riconfigurazione post-che indaga questo spazio come un sistema vivente, in cui materia, suono e luce si riorganizzano secondo logiche non antropocentriche, mettendo in discussione le categorie di funzione, controllo e interpretazione. La mostra, a cura di Ludovico Genone, è visitabile dal 25 luglio per tutta la durata di agosto e fino a settembre.

La ricerca si sviluppa attraverso osservazioni in situ che rinunciano a tradurre i fenomeni in modelli stabili. Tracce d’acqua invisibili, strutture che emergono per deposizione e comportamenti ambientali imprevedibili delineano un campo aperto, dove l’anomalia non è errore ma condizione strutturale. L’osservatore, lungi dall’essere esterno, diventa parte integrante del sistema, influenzandone gli equilibri e le manifestazioni.

L’Anomalia è la ricerca che costituisce il terzo capitolo della rassegna Quinto Elemento, dopo aver indagato l’Armonia come equilibrio relativo tra gli elementi e le prospettive attraverso le quali interagiscono e l’Empatia come scelta consapevole e relazione necessaria tra una moltitudine di corpi. Questa edizione affronta il fenomeno dell’Anomalia come tentativo intrinseco di ristabilire equilibrio nelle strutture della vita, oltre ciò che appare disfunzionale agli schemi umani. Il progetto è promosso da Visionarte, associazione culturale under 35 attiva nella produzione e valorizzazione dell’arte contemporanea in contesti non convenzionali, con il supporto del Comune di Monte Argentario.

Gli artisti - Leandro Lucchesi, Davide Mingolla, Damiano Tata e Leonardo Zappalà – operano come un’unità di ricerca, intervenendo sulle dinamiche del sito attraverso pratiche eterogenee:

dalla registrazione di tracce materiali e temporali, alla generazione di fenomeni sonori non riproducibili, fino all’analisi delle interazioni tra livelli autonomi e alla trasformazione della materia prodotta dall’incontro tra artificiale e naturale. Le loro azioni non producono opere finite, ma attivano condizioni in cui il sistema stesso diventa agente.

Il pubblico è invitato a partecipare all’inaugurazione della mostra il 25 luglio a partire dalle ore 18:30.

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Last edit: 20/07/2026 15:59:09

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